Si tratta di un’operazione atta alla rimozione della cute in eccesso a livello della porzione più declive dell’addome (addominoplastica tradizionale). Viene solitamente effettuata in pazienti che siano dimagriti in modo consistente o in pazienti di sesso femminile che presentino un eccesso di cute a livello addominale dopo una o più gravidanze.

A volte questo tipo d’intervento chirurgico può essere associato alla liposcultura o liposuzione in modo da ottenere un risultato esteticamente migliore. Talora si rende necessario intervenire anche a livello della muscolatura addominale (muscoli retti dell’addome) che, specialmente nelle pluripare, si presentano distanziati tra loro venendo a creare quella che si chiama diastasi dei muscoli retti con aumentato rischio di ernie.

Specialmente in pazienti ex-obesi si può rendere necessario asportare la cute in eccesso anche a livello addominale mediano (addominoplastica “fleur-de-lis”) o ancora si può rendere necessario associare al tradizionale intervento di addominoplastica quello di torsoplastica finalizzato alla rimozione della cute in eccesso anche a livello del dorso (addominoplastica circonferenziale).

Infine in quei pazienti che presentino uno scarso eccesso di tessuti molli addominali o nei casi in cui sia controindicato un intervento chirurgico maggiore (diabete, forte fumatore, terapie croniche di cortisone o antinfiammatori, dismetabolismo…) l’atto operatorio diventerà di minore invasività (mini-addominoplastica).

Il candidato migliore per un’addominoplastica è un paziente in buona salute, con un accumulo più o meno ampio di tessuto adiposo e/o cute addominale, non migliorabile con la dieta e l’esercizio fisico.

 

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